domenica 11 febbraio 2018

LSOC : NOI, ZORA E LE ALTRE

Il periodo storico che va dagli anni sessanta agli ottanta fu particolarmente prolifico per il fumetto in Italia, in ogni sua declinazione.
I supereroi americani, importati nel nostro paese da Max Bunker con la sua casa editrice CORNO, erano andati ad arricchire il filone del fumetto americano di avventura dei vari Gordon, Uomo Mascherato, Mandrake e Prince Valiant, tutti pubblicati dai FRATELLI SPADA.
Dopo un inizio folgorante pero’, gia’ intorno agli anni settanta avevano cominciato a mostrare i primi segnali di stanchezza, soprattutto qualitativa.
Si affievolivano lentamente i ricordi dei fasti delle gloriose saghe mutanti dell’era Claremont, e quelle intergalattiche di Roy Thomas in un polpettone di storie scritte male e disegnate peggio.
Tanto che, dopo l’interruzione della gestione Bunker, la loro riproposta da parte della casa editrice Star sul finire degli anni ottanta, si trasformo’ in un vero azzardo : i lettori temevano un’altra fregatura e l’Uomo Ragno, ad esempio, rischio’ di chiudere già dopo i primi 10 numeri.
Per fortuna, e merito di una politica editoriale che decise di puntare sulla qualita’ e sulla modernizzazione delle storie, le cose andarono diversamente.
In terra di Francia continuava la lotta millenaria tra le due anime del fumetto d’oltralpe: quella classico/umoristica di Asterix e Ric Roland, e quella piu’ sperimentale di riviste come "Metal Hurlant" e "Pilot", dove si pubblicavano gli esperimenti grafici di Moebius (un paradigma vivente con il suo oscillare tra Blueberry ed il Garage Ermetico), Druillet o Caza.
Da noi erano entrambe pubblicate rispettivamente dal Corriere dei Piccoli/Ragazzi, e da Alter. La produzione nostrana era un humus multiculturale magmatico e ribollente, sempre in equilibrio fra la pulsione artistica ed il calcolo commerciale.
Politica ed arte convivevano in riviste come la succitata "Alter "(la parte nobile di Linus), mentre l’universo fumettistico dedicato ai piccoli era abitato dai personaggi disneyani e dal loro contr’altare, quelli dell’EDITORE BIANCONI (Nonna Abelarda, Geppo, Soldino) oppure delle piu’ datate EDIZIONI ALPE (Cucciolo, Tiramolla).
Per i piu’ cresciutelli c’erano le riviste antologiche del Corriere dei Ragazzi, "l’Intrepido" o "Il Monello", mentre l’avventura piu’ classica e innocua era rappresentata da Zagor o Tex della Bonelli, Capitan Miki o Blek Macigno dell’EDITORIALE DARDO, tutte vere cornucopie editoriali.
Poi c’era il mondo, carnale e sanguigno, del neonato fumetto nero italiano, con Diabolik e seguaci. Agli inizi degli anni sessanta era nato dalle menti di due dolci sorelle milanesi, Angela e Luciana Giussani il personaggio di Diabolik, eroe negativo a tutto tondo, la cui serie ha oramai superato gli 800 numeri.
Nonostante nel tempo egli abbia parzialmente perso la sua battaglia contro la censura, ammorbidendo i toni lugubri e violenti degli inizi, e’ ancor oggi un successo editoriale e di costume che vanta schiere di appassionati fedeli, e che ha dato origine, soprattutto agli inizi, ad una serie di epigoni dall’altalenante fortuna : Sadik, Spettrus, Jnfenal, Demoniak, Mister x, Zakimort, Masokis, Il Morto (di recente uscita), e le sue versioni in veste di fotoromanzo come Genius e Killing, che vennero in seguito trasformate in fumetto per meri motivi economici.
Senza ovviamente dimenticare i suoi competitors piu’ famosi e fortunati come Kriminal e Satanik della coppia Magnus e Bunker, sempre dell’Editore Corno, in cui la violenza e la velata eroticita’ si stemperava con una massiccia dose di ironia.
Quella stessa ironia che divenne il loro marchio di fabbrica soprattutto nelle successive produzioni, come ad esempio Alan Ford (1969).

Piccola divagazione.
Un discorso a parte andrebbe fatto proprio per le EDIZIONI CORNO, forse la casa editrice piu' prolifica e poliedrica del periodo.
Fondata nel 1960 da Andrea Corno ed il cognato Luciano Secchi (il futuro Max Bunker), prima di pubblicare le testate (noir e supereroistiche) che la resero famosa, sforno' una quantita' abnorme di titoli, quasi tutti in formato tascabile, dalle piu' svariate tematiche : di guerra ("Guerra d'eroi", "Tanks", "Marines"), di spionaggio ("Dennis Cobb", "Guerra di spie"), di orrore ("Racconti dell'impossibile", "Racconti del terrore"), western ("El gringo", "Maschera nera"), fantascientifica ("Gesebel"), giallo ("Milord") e perfino un tarzanide ("Zorak").
Oltre alle raccolte di fumetti di produzione inglese, c'erano molte altre testate scritte direttamente da Secchi, tra cui anche il primo supereroe tutto italiano : Atomik, che comparve nella collana "I classici del fumetto".
Una curiosita' consiste nel nome di uno dei personaggi che comparvero proprio in questa collana : Alan Ford pare proprio che prima di essere lo scalcagnato agente segreto che conosciamo (e che ancora calca le scene con tenacia e perseveranza), fosse un coraggioso avventuriero spaziale.