l'eroe scintillante, bello e perfetto, e il mostro deforme, la forza bruta, spesso simbolicamente sacrificabile alla fine dell'Impresa.
E' la normalita' contro la diversita', l'ordine contro il caos, entrambi necessari per definire la nostra dimensione umana, in una perenne guerra fratricida dell'anima.
Ma mentre l'eroe, in questa rappresentazione simbolica, trova proprio nella distruzione
della bestia la sua unica ragion d'essere, il mostro pare vivere di vita propria, di non a vere un gran bisogno del suo antagonista.

E' la faccia oscura della luna, impossibile da ignorare.
E proprio quel mostro che ci suscita empatia o tenerezza quando ne leggiamo la storia o ne osserviamo le imprese cinematografiche, ben piu' del suo altezzoso ed arrogante antagonista, nella realta', dove piu' ne avrebbe bisogno, ci provoca orrore e diffidenza.
La povera bestia sconfitta tocca le corde dell'emozione e della pieta', ma e' anche la sua faccia simpatica ed infantile, come testimonia il successo degli orrori grotteschi di "Monster and co", a rubare la scena all'anonimo guerriero, spesso nascosto dalle pesanti imbardature della purezza e dell'incrollabile fede.
Il mostro e' nudo, il mostro e' sincero.
E la gente applaude.
Nella realta' della cronaca, come testimoniano le "fans" in delirio per il Pietro Maso della situazione, diventano troppo spesso vere e proprie stars di luccicanti ribalte mediatiche.
E' questo che affascina : il nostro piccolo Mr Hyde vive una vita estremamente semplificata, priva di regole e convenzioni : e' l'anarchia personificata, quel frammento della nostra anima che vorremmo vedere correre libero e selvaggio per i pascoli della vita.
E se la sua corsa suscita terrore e provoca qualche vittima, poco importa : in fondo e' la sua natura.