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venerdì 21 luglio 2017

LA PIU' BELLA STORIA MAI RACCONTATA

 Credo che ben pochi lettori di fumetti conoscano il supereroe mutante chiamato Forgetmenot (aka "Nobody" o "Nothing man").
La sua pur breve storia (e' apparso, per ora, in soli  5 albetti delle collane mutanti), gli ha fatto comunque conquistare una dettagliata scheda anagrafica su "Marvel Wikia", il database on line dei personaggi della Casa delle Idee.

Il suo nome (piu' un soprannome in effetti) e' un vero e proprio grido disperato ("Non dimenticatemi!"), ed il suo significato verra' spiegato in seguito.
Per ora basti sapere che la sua pur breve esistenza disegnata, e' contrassegnata dall'essere stato il protagonista della piu' bella storia mai raccontata (almeno per me).
Ma andiamo per ordine.

Pre Scriptum
 Per fare una completa ed esaustiva disamina di tutta la vicenda,  ho dovuto ricorrere ad una marea di spoiler.
Chi non gradisce, si compri l'albo in questione, lo legga, e ritorni, se vuole.
Io aspetto.

lunedì 20 febbraio 2017

UNA (lunga) STORIA MUTANTE parte terza

Facciamo il punto della situazione 

I mutanti, dopo i cataclismatici eventi di House of M, si leccano le ferite, richiusi e sorvegliati tra le quattro mura dello Xavier Institute da un esercito di Sentinelle.
Cerebro, la macchina trova-mutanti che il prof. Xavier manovra con la sua abilita' telepatica, e' silente da tempo, e coperta da un triste velo di polvere.
Nel frattempo si sono moltiplicati gli attacchi di una nuova setta di fanatici col pallino della pulizia genetica, i Purificatori, guidati ed ispirati dal reverendo William Stryker che vuole concludere l'opera iniziata da Scarlet Witch determinando la definitiva e totale scomparsa della razza mutante.
Mentre accade tutto cio', improvvisamente una piccola speranza fa capolino nella fredda e lontana Alaska, rischiarando le tenebre dell'incerto futuro della razza mutante : 
Cerebro comincia a pulsare, rivelando la prima nascita dotata di gene X dopo quasi un anno.
Questo, che poteva essere l'incipit del racconto della rinascita degli X-Men, diventa anche l'inizio della loro ennesima tragedia.
Ma d'altronde, si sa, con i lieto-fine non si fa business.
La neonata Hope è la prima mutante che rivela i suoi poteri (ancora non ben definiti), dopo House of M, e la sua nascita diventa concreto simbolo di speranza.
Purtroppo e' anche la scintilla che da' origine ad una vera e propria guerra civile all'interno della comunita' mutante.
Intorno a questo piccolo miracolo si scatenano infatti fin da subito le brame di tutte le fazioni mutanti: i Marauders di Sinistro, i Purificatori (comandati prima da Stryker e poi dall'androide caccia-mutanti Bastion), gli Accoliti, Predatore X (creatura ibrida che si nutre di dna mutante), i Reavers di Lady Deathstrike (un'altra vittima come Wolverine dei tentativi di fondere l'adamantio con le ossa umane). 
Anche nel monolitico gruppo degli stessi X-Men si cominciano ad evidenziare piccole crepe, soprattutto tra Xavier e Scott Summers che hanno opinioni diverse su come gestire la situazione.
E cio' inizia a creare i presupposti per l'imminente crollo.
L'unico che si prende a cuore le sorti della piccola neo-mutante, e' un redivivo Cable.
Egli, nella doppia funzione di babysitter e guardia del corpo, cerca soprattutto di salvarla da Alfiere, il tormentato poliziotto mutante che viene dal futuro, e che ritiene Hope responsabile della sua terribile realta'.
Questo in fondo e' il problema : Hope e' la salvatrice della razza mutante oppure la responsabile della sua definitiva distruzione?
Dopo aver identificato queste due differenti linee temporali, Forge, il mutante con il potere di manipolare la tecnologia, spedisce in entrambie alcuni compagni (Layla Miller ed alcuni doppi di Madrox l'Uomo Multiplo) per capire e prevenire.

mercoledì 14 dicembre 2016

UNA (LUNGA) STORIA MUTANTE seconda parte

Grant Morrison (2001-2004)
 
All'inizio degli anni duemila, il mondo mutante subiva le conseguenze di uno boom demografico senza precedenti.
Le testate avevano continuato a moltiplicarsi  raggiungendo il ragguardevole numero di 7 : "Uncanny X-men", "X-men", "X-force", "X-factor", "Excalibur", "X-man", a cui si era aggiunta "Generation-X" di Lobdell/Bachalo ennesima variazione sul tema "scuola-per-superdotati", ognuna con il suo team di personaggi, che spesso si incrociavano in estenuanti cross-over, affogando il fedele lettore in un oceano di mutazioni.
Al contrario della quantita', che sovrabbondava, era la qualita' che cominciava a latitare, mentre un pubblico sempre piu' smaliziato cominciava a reclamare nuovi stimoli.
Per gestire questa situazione magmatica, venne chiamato colui che della qualita' aveva fatto il suo marchio di fabbrica : quel Grant Morrison, che aveva ringiovanito vecchie glorie come la Doom Patrol in casa D.C.
Egli riusci' in soli 40 numeri dei suoi "NewX-men" a soddisfare sia gli affamati di novita', sia gli ultraconservatori.
Il suo tocco magico, tra classicismo ed innovazione, rinvigori' l'UM (Universo Mutante)  preparandolo alle sfide degli anni duemila.
Introduce il personaggio di Cassanda Nova, sorella di Xavier e sua antagonista fin da dentro l'utero materno. I tentativi di distruggerla, sono destinati a fallimento, perche' i suoi poteri mentali le consentono ogni volta di crearsi un nuovo corpo. L'odio per il fratello la portera' ad annientare  ogni cosa egli ami, ad esempio l'isola di Genosha, vero simbolo del sogno di Xavier di trovare per i propri pupilli un oasi di pace ed indipendenza.

venerdì 18 novembre 2016

UNA (lunga) STORIA MUTANTE. Prima parte

La mutazione e' il detonatore per ogni esplosione evolutiva.
Se non fosse stato per un piccolo gene, apparentemente impazzito ma poi rivelatosi fondamentale per la nostra evoluzione, forse saremmo ancora appesi ad un ramo a guardare il mondo dall'alto (e visto come abbiamo gestito male questa nuova situazione, forse era meglio restare sugli alberi).

Il progresso tecnologico, tentando di risolvere le anomalie, ha finito per eliminare anche quelle potenzialmente utili, creando un periodo di stagnazione genetica.
Una soluzione drastica al problema potrebbe essere quella ipotizzata dal romanzo fantascientifico "L'araldo dello sterminio" di Michael Shaara del 1981, dove, tramite l'uso di un gas letale altamente selettivo (uccide tutti quelli che hanno un Q.I. inferiore ad un certo livello), si cerca di dare la spinta definitiva al genere umano.
Il concetto e' conosciuto : si chiama " preservazione della diversita'".
Questo la Marvel lo ha capito benissimo, ed ha cercato fin da subito di sfruttare, narrativamente parlando, le potenzialita' del gene X, il gene mutante.
Nella sua realta' le mutazioni sono improvvisamente esplose in tutto il mondo come bombe a tempo, determinando una forzata convivenza tra normale e diverso.
Con evidenti dolorose conseguenze.
Da anni infatti su TERRA 616 e' in atto in una guerra tra homo sapiens e homo superior, una lotta fratricida tra conservatori e progressisti, con il vincitore determinato a segnare il cammino del genere umano.
All'inizio i mutanti erano niente di piu' che uno sparuto gruppo di teen-agers afflitti dai dolori della crescita e alle prese con poteri e responsabilita' al di sopra delle proprie forze, semplicemente alla ricerca di un po' di pace e comprensione.
Oggi sono diventati una nazione ben organizzata, anche se divisa in fazioni, ognuna con una precisa idea di come gestire il proprio futuro.
Ma la strada per arrivare a cio' e' stata lunga e dura.
Il primo mutante copnosciuto e' Namor il Submariner,  nato nel 1939 dalla penna (e matita) di Bill Everett sulle pagine della rivista "Motion picture funnies weekly" della  Timely Comics, futura Marvel.
Namor, la cui vera natura si scoprira' solo successivamente, vive nel suo mondo acquatico, tutto compreso nel ruolo di Signore degli abissi, e ben al di sopra di ogni miseria umana (a parte qualche sortita sulla terra emersa a caccia di una compagna).
Ma i mutanti storicamente piu' famosi sono ovviamente gli X-Men.
All'inizio erano degli sprovveduti cucciolotti, gettati in pasto alle belve da una natura crudele, nell'arena gladiatoria della vita.
In seguto pero', hanno imparato a difendere piuttosto bene la propria liberta' e dignita'.
 
Suddividero' cronologicamente la loro storia secondo le gestioni dei principali autori che via via si sono succeduti al timone delle serie principali.

domenica 4 settembre 2016

UN UNIVERSO DI CRISI INFINTE


Crisi.
Una parola che fa tremare i polsi, che odora di paura del futuro, di depressione, solitudine e sofferenza.
Tutti eventi non certo piacevoli, a meno che tu non sia un supereroe, che invece spesso si crogiola, come un poeta bohemmien, nell'abbraccio mortale dell'inevitabile fine dell'esistenza, ammantata di gloria imperitura.
Anche perche', si sa, per lui la fine, quella vera, non verra' mai.
Schiavo felice di un ciclo perenne di morti e rinascite, laicamente figlie del marketing, il dolore lo rende affascinante, la sua sofferenza fonte inesauribile di copie vendute, anche se scritte con il proprio sangue.
La DC comics soprattutto, ha fatto della parola Crisi e di tutto cio' che sottintende, un appuntamento annuale imprescindibile per ogni suo fan che voglia soffrire, e godere, insieme ai propri idoli.
Un sacrificio ogni tanto, per il divertimento del popolo acclamante, come nelle arene dei gladiatori dell'antica Roma.
In realta' vere e proprie apocalissi cosmiche, che coinvolgono universi interi, rivoltati come un calzino mille e mille volte, fino a lasciarli logori e pieni di buchi.
Ma finch'è' il popolo accorre ad assistere all'ennesimo sterminio di massa, non facciamoci troppi scrupoli ed andiamo avanti.

Flash dei due mondi (1961), capitolo primo

Tutto inizia nel 1961 sul numero 123 di Flash, dove fa capolino per la prima volta il concetto di Multiverso.
In questa avventura scritta da Gardner Fox e disegnata da Carmine Infantino in piena Silver Age ed intitolata : "Flash dei due mondi", durante un esibizione di beneficenza il velocista scarlatto vibra con una tale intensita' da attraversare il sottile confine tra i mondi alternativi, ritrovandosi improvvisamente nell'universo di Terra 2.
Egli scopre che esso coincide con quello fumettistico del suo eroe preferito, quel Jay Garrick (il Flash con la padella sulla testa), che fino ad allora egli credeva essere personaggio di pura fantasia.
Jay nasce dalla stessa penna di Fox, nel 1940 su Flash Comics, ed impazza durante la Golden Age insieme ai suoi compagni della Justice Society (Dr.Midnight, Hawkman, Johnny Thunder, The Atom), creando quell'fertile substrato da cui nasceranno i moderni eroi DC della Silver Age, alcuni (come Flash appunto), ripercorrendo pedissequamente, ma con piccoli aggiornamenti estetici (Garrick nasconde il suo costume scarlatto in un prosaico armadio, Allen invece in un avveniristico anello, e come faccia a rimettercelo dentro e' tutt'ora un mistero), i passi dei loro predecessori.
Epoca gloriosa, che veniva utile reinserire nel neonato mondo supereroistico, per ampliarne i confini.
I velocisti nella Dc comics, per la loro abilita' di attraversare le dimensioni, sono sempre stati utili esploratori di universi fisicamente o temporalmente alternativi.
Durante gli anni quaranta ne esistevano addirittura tre : Johnny Quick che otteneva il suo potere dopo aver pronunciato una formula matematica (3x2(9yz)4), il succitato Jay Garrick, e, primo fra tutti, il misterioso Quicksilver, poi divenuto Max Mercury nella sua rivisitazione da parte di Mark Waid, che aveva ottenuto i suoi poteri da uno shamano indiano, e che poi divenne il mentore dei primi due.
I viaggi nel tempo erano frequenti, ma Barry Allen (il Flash moderno), ando' oltre.
Fu il primo supereroe ad infrangere ogni possibile barriera dimensionale, tramite l'uso del suo Tapis roulant cosmico, anche quella considerata l'ultimo grande tabu' : la quarta parete.
In un gioco di rimandi tra realta' e fantasia, Barry dichiara che le storie che leggeva da ragazzino sul Flash/Golden Age, erano scritte proprio da Gardner Fox (autore nella realta' e nella finzione), ed alla fine della storia, si rivolge a noi lettori, affermando : " Devo andare da Gardner per raccontargli la mia avventura. Sono sicuro che ne trarra' una storia entusiasmante.".
L'incontro con il giovane Barry convincera' il piu' anziano, e ormai pensionato Jay a riprendere costume ed abitudini.
Questo episodio dara' il via ad una serie di incontri/scontri tra gli eroi delle due terre sia in solitaria (Flash 1 e Flash 2), che in gruppo (JLA e JSA).
Il gioco era cominciato.

martedì 5 aprile 2016

LA GRANDEZZA E' NEI PICCOLI

Laggiu' in un piccolo campo giochi, in mezzo ad enormi cose di plastica a forma di drago  o robot,  piene di scale e scivoli che spuntano da ogni parte come aculei di un istrice gigante, scorgo una moltitudine di bimbetti che giocano alacremente.
Il sole sta tramontando con la sua solita lentezza da fine primavera, ma essi sembrano aver  appena cominciato, visto il vigore e l'energia che ancora impiegano nell'operazione.
Piccole nuvolette ocra si alzano a tratti dal suolo sabbioso, e li fanno sparire alla  vista, cristallizzando nell'aria piccole parole solidificate, urli e strilli stilizzati,  come messi li apposta a mo' di  cartelli segnaletici.
Il messaggio e' chiaro : siamo qui e ci stiamo divertendo un mondo.
Li osservo, incuriosito dal baccano che si leva da quella piccola arena da battaglia.
Una selva intricata di teste e membra che si agitano al vento, ognuno tenta di afferrare  l'altro in una danza equilibrata : e' tutto cio' che si riesce a distinguere da quella  distanza, nell'aria che vibra della loro energia.
Mi alzo, chiudendo con uno scatto (delicato) il mio prezioso volumetto di "Watchmen" :  me lo ero portato dietro al parco per una sua ennesima rilettura, con l'intento  dell'archeologo professionista, perennemente alla ricerca della sua vignetta perduta.
Quindi inizio la mia marcia di avvicinamento.
I bimbi non danno segno di avermi notato, per cui ho tempo di osservarli con tutta calma,  mentre accorcio le distanze.
Non sono bimbi normali, non certo cio' che ti aspetteresti di vedere in una situazione  apparentemente banale come quella : un normale pomeriggio in un normale giardinetto dove  si svolge un normale sfogo pre-puberale.
Prima di tutto noto la mancanza di un qualunque genitore,  di qualsivoglia sesso od eta',  e soprattutto che a questa palese
anomalia nessuno sembra fare caso. Sono poche comunque le
persone qui intorno, e quelle poche se ne stanno prudentemente a  distanza di sicurezza, ognuno perso nei propri affari. Ora sono a pochi passi, e la loro anomalia appare ormai evidente. sia nei modi che nelle  fattezze.
Non sono semplicemente bimbi, sono qualcosa di piu', ma contemporaneamente con qualcosa  di meno che, ora che li ho riconosciuti, dovrebbero avere.

domenica 20 dicembre 2015

E ORA...


Volendo usare quei toni altisonanti che ci piacciono tanto, si potrebbe iniziare con :
..rullo di tamburi..
L'Universo Marvel e' morto!
(come fosse una creaturina, lo immaginiamo che palpita, soffre e gioisce).

La domanda successiva sarebbe sicuramente : "Fino a quando?".
Per poco, confessano alla Marvel stessa, c'e' da pagare il mutuo..
Ma in effetti per ora e' proprio cosi, e dobbiamo farcene una ragione.
Con esso si e' estinto anche quello Ultimate e cioe' Terra 1610 in contrapposizione con la nostra che e' la numero 616, di cui essa era l'immagine distorta (anche se l'intenzione iniziale era di farne una versione semplificata per teen-agers, dopo ha preso strade molto meno rasserenanti. Ad es. il Reed Richards Ultimate e' cattivissimo) come negli specchi da luna park, in quella visione  multiversale della realta' che ha radici ben note.
Partiamo da qui.
Nata dalla mente di Michael Bendis, tra gli altri, nel lontano 2003, l'operazione Ultimate era l'ennesimo  tentativo di recuperare lettori persi per strada, ma sempre comunque fedeli alle proprie  icone, cercando di svecchiare idee e personaggi, con la sostanziale differenza rispetto agli altri esperimenti, che questo  si rivelo' un successo, merito soprattutto di piccoli gioiellini come gli Ultimates (i Vendicatori di quell'universo) di Mark Millar, che hanno fatto da stampo per la versione cinematografica del piu' famoso supergruppo Marvel, l'Ultimate Spiderman dello stesso Bendis (uno dei pochi super morti, e non resuscitati a tempo di record, ma invece sostituito da Miles Morales, un melting pot vivente super-politically correct, ragazzo afro-amero-latino-portoghese), e gli Ultimate X-Men, sempre di Millar.

giovedì 26 marzo 2015

Alla Marvel avevano capito tutto

by Robo

Il Tribunale vivente, Eternità, il Beyonder, il Cubo cosmico, i Celestiali, le 7 Gemme, l'Osservatore, Galactus.
Sono i mattoni principali della cosmogonia Marvel.
Magari l'universo fosse così pieno di protagonisti, magari fosse tanto antropomorficamente rassicurante...
Le cose non stanno affatto in questi termini ma c'è comunque tanto materiale per un confronto, solo che è roba difficile per i non addetti ai lavori; anche per me quindi.
Ne sono da sempre affascinato, da sempre leggo cercando di capire, molto poco capendo. Provo a farvi un sunto, sperando sia decente.