Crisi.
Una parola che fa tremare i polsi, che odora di paura del
futuro, di depressione, solitudine e sofferenza.
Tutti eventi non certo piacevoli, a meno che tu non sia un
supereroe, che invece spesso si crogiola, come un poeta bohemmien,
nell'abbraccio mortale dell'inevitabile fine dell'esistenza, ammantata di
gloria imperitura.
Anche perche', si sa, per lui la fine, quella vera, non
verra' mai.
Schiavo felice di un ciclo perenne di morti e rinascite,
laicamente figlie del marketing, il dolore lo rende affascinante, la sua
sofferenza fonte inesauribile di copie vendute, anche se scritte con il proprio
sangue.
La DC comics soprattutto, ha fatto della parola Crisi e di
tutto cio' che sottintende, un appuntamento annuale imprescindibile per ogni
suo fan che voglia soffrire, e godere, insieme ai propri idoli.
Un sacrificio ogni tanto, per il divertimento del popolo
acclamante, come nelle arene dei gladiatori dell'antica Roma.
In realta' vere e proprie apocalissi cosmiche, che coinvolgono
universi interi, rivoltati come un calzino mille e mille volte, fino a
lasciarli logori e pieni di buchi.
Ma finch'è' il popolo accorre ad assistere all'ennesimo
sterminio di massa, non facciamoci troppi scrupoli ed andiamo avanti.
Flash dei due mondi (1961), capitolo primo

Tutto inizia nel 1961 sul numero 123 di
Flash, dove fa
capolino per la prima volta il concetto di
Multiverso.
In questa avventura scritta da Gardner Fox e disegnata da
Carmine Infantino in piena Silver Age ed intitolata : "Flash dei due
mondi", durante un esibizione di beneficenza il velocista scarlatto vibra
con una tale intensita' da attraversare il sottile confine tra i mondi
alternativi, ritrovandosi improvvisamente nell'universo di Terra 2.
Egli scopre che esso coincide con quello fumettistico del
suo eroe preferito, quel Jay Garrick (il Flash con la padella sulla testa), che
fino ad allora egli credeva essere personaggio di pura fantasia.
Jay nasce dalla stessa penna di Fox, nel 1940 su Flash
Comics, ed impazza durante la Golden Age insieme ai suoi compagni della Justice
Society (Dr.Midnight, Hawkman, Johnny Thunder, The Atom), creando
quell'fertile substrato da cui nasceranno i moderni eroi DC della Silver Age,
alcuni (come Flash appunto), ripercorrendo pedissequamente, ma con piccoli
aggiornamenti estetici (Garrick nasconde il suo costume scarlatto in un
prosaico armadio, Allen invece in un avveniristico anello, e come faccia a
rimettercelo dentro e' tutt'ora un mistero), i passi dei loro predecessori.
Epoca gloriosa, che veniva utile reinserire nel neonato
mondo supereroistico, per ampliarne i confini.
I velocisti nella Dc comics, per la loro abilita' di
attraversare le dimensioni, sono sempre stati utili esploratori di universi
fisicamente o temporalmente alternativi.

Durante gli anni quaranta ne esistevano addirittura tre :
Johnny Quick che otteneva il suo potere dopo aver pronunciato una formula
matematica (3x2(9yz)4), il succitato Jay Garrick, e,
primo fra tutti, il misterioso
Quicksilver, poi divenuto
Max
Mercury nella sua rivisitazione da parte di Mark Waid, che aveva ottenuto i
suoi poteri da uno shamano indiano, e che poi divenne il mentore dei primi due.
I viaggi nel tempo erano frequenti, ma Barry Allen (il Flash
moderno), ando' oltre.
Fu il primo supereroe ad infrangere ogni possibile barriera
dimensionale, tramite l'uso del suo Tapis roulant cosmico, anche quella considerata l'ultimo grande tabu' : la quarta
parete.
In un gioco di rimandi tra realta' e fantasia, Barry
dichiara che le storie che leggeva da ragazzino sul Flash/Golden Age, erano
scritte proprio da Gardner Fox (autore nella realta' e nella finzione), ed alla fine della storia, si rivolge a noi
lettori, affermando : " Devo andare da Gardner per raccontargli la mia
avventura. Sono sicuro che ne trarra' una storia entusiasmante.".
L'incontro con il giovane Barry convincera' il piu' anziano,
e ormai pensionato Jay a riprendere costume ed abitudini.
Questo episodio dara' il via ad una serie di
incontri/scontri tra gli eroi delle due terre sia in solitaria (Flash 1 e Flash
2), che in gruppo (JLA e JSA).
Il gioco era cominciato.