Quando si parla di strisce a fumetti, a chiunque credo vengano subito in mente
Linus e la sua coperta, o
Snoopy che sogna di essere il Barone Rosso, i
Peanuts insomma. E non e' banale, visto l'immensa popolarita' che si sono conquistati.
Ci si riferisce cioe' a quel particolare modo di fare fumetti che, raccontando piccole storie in poche veloci vignette si puo' avvicinare, usando un termine di paragone cinematografico, ad un breve cortometraggio, paragonato al film/graphic novel o al serial/continuity.
Ogni episodio e' fine a se stesso, senza rimandi precisi ad eventi precedenti o successivi, ma e' anche, e soprattutto, un fondamentale tassello che contribuisce a comporre un perfetto mosaico, un credibile, autonomo mondo entro cui si muovono i vari personaggi, e che, rivelando spesso lucide assonanze col nostro, nasconde dietro semplici situazioni comiche, molti piccoli spunti riflessivi sulla vita, su noi stessi.
Diversamente dal fumetto d'avventura, la striscia era, fin dall'inizio, pienamente immersa nella realta' sociale in cui veniva prodotta, tanto da diventare per il lettore un vero e proprio specchio in cui riconoscere i propri pregi e difetti.